Un supercommissario per l’Imu

Blindando la politica economica del governo (“l’unica possibile”), il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha precisato ieri che non ci saranno proroghe alla scadenza del pagamento dell’Imu, la tassa comunale sugli immobili. La dichiarazione arriva in risposta all’allarme lanciato dai Centri di assistenza fiscale (Caf) che, nel fine settimana, avevano chiesto di posticipare il pagamento della seconda rata dal 17 al 31 dicembre, perché moltissimi comuni non hanno ancora fissato le aliquote.
30 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 01:31 | 16 AGO 20
Immagine di Un supercommissario per l’Imu
Blindando la politica economica del governo (“l’unica possibile”), il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha precisato ieri che non ci saranno proroghe alla scadenza del pagamento dell’Imu, la tassa comunale sugli immobili. La dichiarazione arriva in risposta all’allarme lanciato dai Centri di assistenza fiscale (Caf) che, nel fine settimana, avevano chiesto di posticipare il pagamento della seconda rata dal 17 al 31 dicembre, perché moltissimi comuni non hanno ancora fissato le aliquote (che possono variare di 3 punti in più o in meno rispetto al livello ordinario del 7,6 per mille per tutte le unità immobiliari, salvo le prime case per le quali essa è il 4 per mille, con variazione di due punti). I Caf avrebbero dunque solo 17 giorni per fare i calcoli per milioni di pratiche e i contribuenti pochissimo tempo per raccogliere le somme da pagare. La posta in gioco è notevole. Infatti la prima rata è stata calcolata sull’aliquota ordinaria: nel caso della prima casa, se il comune sceglie l’aumento di 2 punti, il contribuente dovrà pagare il doppio di quanto ha versato nella prima rata perché il conguaglio riguarda entrambe le rate, cioè 4 punti su metà dell’imponibile. Per gli altri immobili, ove i comuni scelgano il massimo aumento, il conguaglio non comporta il raddoppio del versamento, ma l’aliquota può arrivare a un livello molto alto trattandosi del 6 per mille sommato al 7,6 per mille (l’aliquota base). Caf e contribuenti si troveranno in una morsa, nella corsa contro il tempo: più i Caf tardano a dare i risultati, meno tempo resta ai proprietari per fare i versamenti.
C’è il rischio di errori nei conteggi e di ritardi di pagamento dei contribuenti. Con una proroga, secondo Grilli, si metterebbero a rischio gli obiettivi di deficit per l’anno in corso. In effetti il Tesoro ha bisogno di liquidità prima del 31 dicembre per il pagamento delle tredicesime ai dipendenti pubblici e di conseguenza necessita di quel flusso di cassa entro il 17 dello stesso mese. C’è, però,un modo per rimediare: disporre per decreto che i comuni non abbiano trenta giorni di tempo, ma la metà, per la pubblicazione delle delibere. In futuro, in sede di revisione costituzionale del federalismo fiscale, occorrerà anche prevedere che, nel caso di ritardi nelle decisioni locali, scatti un potere sostitutivo automatico statale, secondo regole prefissate.